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A rigor di logica se una mela si stacca dal ramo, cade. E' la gravità, non lo dico io!
Capita quindi che su marsala.it leggo tra gli articoli in evidenza quanto segue: "Raccolta differenziata: assessori di Carini imbarazzanti. Le proposte (e le proteste) dei cittadini" che, sempre seguendo una logica, quella della deduzione, significa "La raccolta differenziata sta creando disagi tali da provocare l'imbarazzo degli assessori. Figuriamoci i commenti dei cittadini". E' marsala.it che lo dice, non lo dico io!

Non voglio dimostrare la validità dei criteri giornalistici secondo cui la notizia va strillata nel titolo e quindi non leggerò l'articolo.
Mi fido del titolo, mi fido dei miei occhi costretti a veder cumuli di spazzatura sparsi per i marciapiedi del centro misti ai simpatici cassonetti vaganti per le strade, per cui oggi ho imparato che a Marsala la differenziata fa acqua da tutte le parti.
Succede però che il mio mouse clicca sul link marsalaviva.it il nuovo quotidiano online a Marsala.
Ad un certo punto, scorrendo i titoli, leggo: "Solo da pochi giorni è cominciato il servizio di raccolta differenziato a Marsala, ma la sensazione è positiva. Possiamo farcela."

Da un lato si dice che la raccolta differenziata è disastrosa, dall'altro invece si dice che la città sembra quasi più pulita. Ci vogliamo mettere d'accordo? Vogliamo dire le cose come stanno? Vogliamo parlare di informazione libera? Vogliamo descrivere la realtà marsalese così come la vede il cittadino? Oppure vogliamo stavolgere la realtà a nostro piacimento e compiacimento per raccontare ai cittadini ciò che più ci gusta?
Sarà mica un tentativo di omologazione alle testate nazionali in cui è lampante la faziosità e l'appartenenza politica di ciascuna di esse?
Se è questo quello che vogliamo, se troviamo interessante copiare le velleità che non ci appartengono facciamolo pure, l'importante è farlo bene e senza palesare il tutto.
Sostenere che la città è sporca da un lato mentre dall'altro si sostiene il contrario mi sembra un pò troppo. Avaaaaanti!!! Non è corretto mentire, non è onesto dire le bugie! Prima o poi la verità verrà a galla e perderete la credibilità! Lo cantava anche Gian Pieretti "Tu sei buono e ti tirano le pietre/Sei cattivo e ti tirano le pietre/Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai."
Non è bello essere presi in giro. Voi ridete, farete gli scherzoni in redazione, sarà divertente, lo sappiamo, ma non si fa così. Eeeh? Allora? Chiederete scusa ai vostri lettori? Farete un comunicato stampa in cui direte a tutti noi che "... era solo uno brutto scherzo, volevamo farvi ridere e non ci siamo riusciti. Siamo dispiaciuti!"
Eeeh?
Dai su! Fatelo. Per noi è importante. Per noi è psicologicamente straziante leggere due notizie così simmetricamente opposte tra di loro. Ci porterete al disastro naturale così!
oirartnoC la Omerevircs (= Scriveremo al contrario), guideremo a sinistra come gli inglesi, faremo colazione alle 20 e saluteremo delle nonne con una pacca sulle spalle se continuerete così!
Nel frattempo, credo che vi siete già attapirati. Siete un pò tristi! Avete capito di aver sbagliato. Beh, in questi casi, visto che volete diventare come le testate nazionali allora anche noi lettori facciamo come voi: diventiamo striscia la notizia locale e vi inviamo un bel Tapiro D'oro!

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Per cui, alla domanda se Internet e le nuove forme di comunicazione, offrono maggiore spazio di intervento e di discussione al cittadino e promuovendo, di fatto, la partecipazione politica attiva? La risposta è sicuramente positiva nella misura in cui si considera il mezzo non come una valida alternativa alla democrazia tradizionale, bensì come valido strumento di comunicazione e di scambio di informazioni che permette ai promotori, di qualsiasi attività politico-sociale, una migliore organizzazione delle risorse umane, grazie anche alla semplicità con cui viaggiano le informazioni, da un capo del mondo all’altro. Avviare iniziative di democrazia elettronica, dunque, non significa tanto dare voce ai cittadini, ma invogliarli a partecipare, a percepire altri momenti di coinvolgimento diretto che non siano solo quelli legati al momento del voto. Sarebbe quindi opportuno individuare e analizzare quelle che sono le reali motivazioni che spingono il cittadino a partecipare attivamente e costantemente alla vita socio-istituzionale della comunità, locale e nazionale. Solo in questo modo sarà possibile fidelizzare il cittadino evitando che la sua partecipazione sia manifesta sporadicamente o solo quando la posta in gioco stimola il suo interesse. |
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